Contrasti interni

Siamo sede di contrasti

Siamo sede di contrasti: nel nostro mondo interno avvengono dispute tra entità discordi. O forse, più semplicemente, tutte loro parlano in contemporanea: ciascuna con la propria voce (amorevole o arrabbiata, spaventata o fiera, intenerita o sprezzante…) commenta con uguale intensità gli stessi eventi. VIVE, con uguale intensità ma emozioni diverse, gli stessi eventi.

Voci dissonanti

Personaggio A
Il mio cuore è colmo di dolcezza; ti guardo e mi si assottigliano gli occhi, si sollevano le gote, il mio sorriso si distende. Mi tocchi dentro, commuovendomi. Sistemo per te cuscini, petali di rose e pensieri. Ti voglio bene, un bene morbido. La mia mente ti abbraccia.
Ti riempirò di regali: ogni volta che ti guardo, me ne viene in mente uno nuovo. Un dono, un sorriso, un fiore: per te, che finalmente hai ciò che sognavi.

Personaggio B
Ti anniento. Almeno nel sogno, ti anniento. E ti rubo quello che hai. Perché lo volevo io.
Ho un pensiero freddo, lo sento lucido; credo di avere gli occhi gialli e le pupille verticali come i serpenti. Il livore mi fa dura, cinica, velenosa. Non ho mai immaginato di poter provare qualcosa di così devastante: sono ustionata e arida, un ramo secco che taglia.
Distruggerò tutto, ogni legame; resterò sola. Ti cancello.

Personaggio C
Perché? Perché io no? Ho gli occhi traboccanti di lacrime, il cuore traboccante di lacrime. Sento il dolore inerpicarsi con le unghie dallo stomaco, mi arriva in gola, mi strappa tutto, mi svuota di tutto. Che male, mamma mia che male… Non ce la farò, non ce la posso fare… Sarà per sempre buio, ci sarà per sempre freddo; nessun piccolo sole dentro di me.
Sono sfinita, vuota, come se un treno mi avesse travolto e schiacciato l’anima, per poi continuare la sua corsa, lasciandomi lì, morta, tra le rotaie.

Quel coro siamo noi

È un coro di voci disarmonico e ci dobbiamo fare i conti, perché quel coro siamo noi.
Viene la tentazione di mettere a tacere alcuni personaggi: quelli che ci fanno fare brutta figura ad esempio; o i personaggi più aggressivi oppure quelli molto vulnerabili. Capita anche di provare a nascondere ai nostri stessi occhi quei personaggi che, in un periodo penoso, appaiono sconvenienti per la loro luce. Siamo tentati di cancellare la voce interna che, di volta in volta, sentiamo più pericolosa. Dimenticandoci che provare un’emozione non significa agirla nel mondo fuori.
Ciascuna di queste voci, però, porta il nostro nome, è un pezzo nostro e pretende di essere riconosciuta come tale.

L’integrazione rende ricchi

Legittimiamo questi ospiti, che ospiti non sono ma padroni di casa, ad abitare dove già abitano. Più li accoglieremo e li riconosceremo, e più la stridente tensione tra di loro acquisterà un senso.
Le voci rimarranno dissonanti, ma noi inizieremo a viverle con minore inquietudine e, anzi, con crescente interesse e comprensione.
Queste entità discordi -lo scopriremo- sono come gemme: tutte diverse, tutte pure e pregiate, tutte portatrici di una storia. Sono custodite in un unico scrigno e questo scrigno è al sicuro dentro di noi.

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